La provocatorietà del terapeuta ACT deriva dalla conoscenza della follia e delle pastoie verbali che circondano tutti gli esseri umani. L’umorismo, usato al momento giusto, è intrinsecamente capace di contrastare la fusione cognitiva. – Hayes, Strosahl & Wilson
Hanif Kureishi
“La paura è una cosa che riconosco. La mia infanzia ha ancora il sapore della paura: di ore, giorni e mesi di paura. Paura di genitori, zie e zii, di preti, polizia e insegnanti, e di essere preso a calci, picchiato e insultato dagli altri bambini. La paura di cacciarsi in un guaio, di essere scoperto; e la paura di essere punito, schiaffeggiato, ignorato, chiuso dentro, chiuso fuori; e la paura delle numerose altre punizioni che circondavano qualsiasi cosa cercassi di fare. C’è anche la paura di quello che volevi, odiavi e desideravi; la paura della tua stessa rabbia…”
I fondamenti dell’ACT
L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) è stata messa a punto nel corso di tre decenni, sviluppando un piano scientifico che incrementa ed estende quello dell’analisi comportamentale tradizionale. Si tratta di un approccio fondato sulla Scienza Contestuale Comportamentale (CBS). L’ACT chiede ai suoi clienti di adottare un nuovo punto di vista riguardo alle loro personali abitudini di pensiero. Tale metodologia è derivata da una solida tradizione scientifica di base e da una ben sviluppata filosofia della scienza (cosa che nel complesso non si può dire per altre psicoterapie contemporanee). Le sue applicazioni possono legittimamente estendersi ben oltre lo studio del terapeuta. Si configura come un modello unificato sia della sofferenza che della resilienza umane.
Mindfulness
La mindfulness è una consapevolezza volontaria, non giudicante, defusa, accettante, degli eventi dell’esperienza, così come accadono nel momento presente. In diversi esercizi si entra in contatto con molteplici esperienze sensoriali ed emozionali. Può aiutarci a non farci prendere all’amo dalle nostre previsioni e valutazioni verbali.
“Uscire dalla mente ed entrare nella vita”
La tua vita è focalizzata su ciò che per te ha realmente significato? Vivi con vitalità e impegno, od oppresso dai tuoi problemi?
Una “normalità distruttiva”
L’ubiquità della sofferenza suggerisce che questa ha origine nei processi che si sono evoluti per favorire l’adattabilità dell’essere umano. Normali processi psicologici possono portare a risultati disfunzionali e distruttivi, amplificando e portando all’eccesso qualsiasi condizione fisica e psichica anomala esistente.
Come è possibile che persone intelligenti, sensibili, premurose, che nella vita hanno tutto il necessario per vivere e prosperare, debbano patire tanta sofferenza?
Dissemia
La “dissemia” è l’incapacità di leggere, e quindi di interpretare, gli indizi non verbali che presiedono alle interazioni riuscite. Le persone con questa difficoltà appaiono distanti, incapaci di cogliere i segni di una conversazione: non rispettano i segnali impliciti che regolano tutti i rapporti interpersonali. Attraverso training terapeutici specifici è possibile colmare questa lacuna, in modo da migliorare la propria vita sociale.
Vitamine emotive
Tramite contagio emotivo un buon numero dei nostri stati d’animo ci giunge attraverso le interazioni con altre persone. Le relazioni di buona qualità sono come vitamine emotive, che ci sostengono nei momenti difficili e ci nutrono quotidianamente.
Uno scopo
Ogni azione che compiamo serve ad uno scopo. Dal fare il bucato al mangiare un gelato, dallo sposarci al compilare un modulo per le tasse, dall’alienarci davanti alla TV all’andare a correre. Alla base di ogni singola azione c’è sempre una qualche intenzione. Ma quante volte siamo consapevoli di questa intenzione? E quante volte le nostre azioni sono deliberatamente rivolte a servire uno scopo più alto che ci interessa personalmente? – Russ Harris –
Martin Buber
“Tutti i viaggi hanno destinazioni segrete di cui il viaggiatore è inconsapevole”.