L’insonnia

Quando non riusciamo a dormire, le nostre menti sono piene di pensieri sul passato e sul futuro. Cerchiamo di risolvere problemi, prefigurare disastri o rievocare disgrazie. Siamo spaventati da molti dei nostri pensieri, e così si attiva il sistema di lotta o fuga. I nostri “mostri” possono perseguitarci per tutta la notte. Praticando intensivamente la mindfulness il bisogno di sonno si riduce. Inoltre, se ci si mette a combattere l’insonnia, si resta svegli. Infine, con la mindfulness lavoriamo sulle emozioni difficili che ci tengono svegli. 

L’effetto Barnum

Se descriviamo una persona secondo caratteristiche sufficientemente ampie e generiche, abbiamo altissime probabilità che questa vi riconosca qualcosa di proprio. Questo fenomeno può far sembrare adeguato un metodo che in realtà non è attendibile, similmente a quanto accade per discipline pseudoscientifiche o superstiziose, come per esempio la grafologia e l’astrologia.

Dolore fisico, ansia e mindfulness

Nella percezione del dolore, il tempo e le aspettative sono fondamentali. In un esperimento è stato chiesto a dei soggetti di infilare una mano nell’acqua gelida. Se dicevano loro che avrebbero dovuto tenerla per 10 minuti e dopo 20 secondi chiedevano di valutare l’intensità del dolore provato, la maggior parte affermava che il dolore era già intenso e che non pensava di riuscire a portare a termine l’esperimento. Però, se dicevano loro che avrebbero dovuto tenerla solo per 30 secondi e dopo 20 secondi chiedevano di valutare l’intensità del dolore, la maggior parte riferiva che il dolore era abbastanza lieve. L’ansia di essere soggetti a un dolore incessante aumenta realmente l’intensità delle sensazioni dolorose.
Nel caso di mal di schiena e di altri dolori muscoloscheletrici, l’ansia di non ritornare a stare bene fa contrarre i muscoli, e ciò aumenta il dolore, e aumenta l’intensità con cui avvertiamo le sensazioni dolorose provenienti da quei muscoli contratti.
La pratica della mindfulness può essere utile anche in questi casi, perché riporta la nostra attenzione alle sensazioni dolorose del presente, riducendo la nostra ansia per il dolore futuro, e non le amplifica con un atteggiamento di opposizione.

Jostein Gaarder

“Ho visto il diavolo dritto in volto. Ma non lascio che il diavolo abbia l’ultima parola. Mi allontano dal Male prima che riesca ad avere potere su di me. Scelgo la vita. Scelgo quel piccolo ritaglio di Bene che mi viene concesso.”

A caccia di piaceri

La nostra tendenza a cercare il piacere e ad evitare il dolore è meravigliosamente adattiva e ottima per la nostra sopravvivenza collettiva, ma ci obbliga ad andare a caccia di piaceri e a fuggire dal dolore tutto il giorno. La specie prospera, ma noi come individui viviamo perennemente stressati.

Tristezza e depressione

La tristezza ha qualcosa di vivo e fluido ed è una parte essenziale di una vita piena, mentre la depressione ha qualcosa di immobile e letale.
Imparando a stare con la tristezza e le altre emozioni, la pratica della mindfulness può farci uscire dalla trappola della depressione.