Quando notiamo che i nostri schemi inflessibili ci hanno costruito una gabbia in cui vivere e che essa si sta espandendo ad aree per noi importanti, l’obiettivo è affrontare i nostri schemi più ampi. Se rompiamo lo schema, nuovi comportamenti diventeranno possibili, come ricorda Steven Hayes.
Se ci “liberiamo” psicologicamente, usando la creatività e la disponibilità al nuovo, la nostra vita riguarderà meno ciò che ci dice la nostra mente e più il modo in cui vogliamo che essa stessa sia.
Percezione e personalità
Esiste una relazione tra stili cognitivi e personalità.
Negli studi di Witkin, a un estremo vi sono soggetti la cui percezione dipende prevalentemente dalle informazioni provenienti dal campo visivo (“dipendenti dal campo”), e all’altro persone la cui percezione dipende soprattutto da informazioni posturali / corporee. Questi ultimi soggetti (“indipendenti dal campo”) distinguono maggiormente se stessi dal campo visivo circostante, sono più attivi nell’ambiente, hanno maggiore autocontrollo e autostima più alta.
Affinando le nostre capacità propriocettive e di consapevolezza corporea, possiamo quindi migliorare il nostro modo di agire e la qualità della nostra vita.
Functional Analytic Psychotherapy
La FAP utilizza i principi dello shaping. Pone l’enfasi sulla relazione terapeutica per elicitare e modellare i comportamenti interpersonali all’interno della seduta.
I comportamenti interpersonali problematici che avvengono al di fuori della sessione di terapia si ripresentano in modo molto simile nell’interazione con il terapeuta. Quest’ultimo rinforzerà differenzialmente approssimazioni successive immediatamente dopo l’emissione di comportamenti adattivi. I comportamenti desiderati si generalizzeranno così ai contesti interpersonali esterni alla seduta.
Inter-essere
Per Thich Nhat Hanh l’inter-essere è la realtà dell’interconnessione di tutte le cose. Risvegliarsi ad essa può aiutarci molto anche nelle relazioni interpersonali.
Quando sviluppiamo un po’ di concentrazione, tutto il mondo inizia a sembrarci più vivo e interconnesso. Ci interfacciamo con le persone, gli animali e le piante, sentendoli come un tutto multiforme e interattivo.
Effetto dell’allenamento mentale
Sara Lazar e colleghi hanno utilizzato immagini cerebrali ad alta definizione, ottenute con la risonanza magnetica, ed hanno trovato che le aree cerebrali che controllano le funzioni dell’attenzione e i processi sensoriali e che vengono coinvolte dalla meditazione sono più spesse in modo statisticamente significativo in chi medita. Si tratta in particolare della corteccia prefrontale e dell’insula anteriore destra.
“Significato”
Osservando le proprie emozioni con curiosità, si può notare una sorta di quadro, fatto di sensazioni, parole o immagini. Si possono fare degli zoom o avere una visione d’insieme. Emerge una sorta di significato, con pensieri, parole e immagini, così come compaiono gli impulsi. Questi ultimi sono anch’essi fatti di sensazioni corporee e di parole e immagini mentali. Anche i ricordi sono così composti… Grazie a questa apertura e curiosità, possiamo avere la libertà di dedicare tempo e sforzi per migliorare la nostra vita, invece che risucchiare le nostre energie con strategie di evitamento della sofferenza.
“Spiritus”
Una forte connessione tra il respiro e la spiritualità è stata stabilita dagli esseri umani per tutto il corso della storia. Ne è un esempio il termine latino “spiritus”, che ha sia il significato di “anima”, che di “respiro”; le parole “spirito” e “inspirare” derivano da esso.
Vi è un ovvio legame tra il respiro e la vita. Gli esercizi di respirazione sono spesso rilassanti e possono aiutarci ad accedere ad un senso interiore di pace. Inoltre, possiamo usare il respiro per ancorarci al presente e respirare può fungere da metafora per “lasciar andare”.
Consapevolezza per Max Planck
La consapevolezza è fondamentale, e la materia è un derivato di essa. Tutto ciò di cui discorriamo richiede una consapevolezza.
Mindfulness per i genitori
Nel mondo dei bambini la fantasia e la realtà si fondono. La mindfulness può aiutarci a stare con loro. Più la pratichiamo, più siamo aperti all’esperienza fluida della consapevolezza momento per momento, e ci sintonizziamo meglio con il mondo magico dei bimbi.
Il lavoro degli adulti è orientato ad uno scopo, mentre il gioco privilegia il processo. La meditazione ci aiuta a ritrovare la capacità di giocare, coltivando la consapevolezza e l’accettazione, stando nel qui e ora.
Ann Makosinski
“Chiunque sia vivo, produce luce.”