L’asma

L’asma è un disturbo dovuto alla costrizione delle vie aeree e dei bronchioli, la quale provoca notevoli difficoltà respiratorie per cui il respiro diventa ansimante e affannoso. Vi è uno stato di iperattività della parte parasimpatica del sistema nervoso autonomo ed un’infiammazione del tessuto polmonare, mediata dal sistema immunitario, che porta a ipersecrezione mucosa e ad edema (Moran, 1991).
Quanto più il disturbo esordisce precocemente, tanto più a lungo tenderà a durare. Un attacco grave è un’esperienza terrorizzante che può provocare un attacco di panico. Alcuni ritengono che in questa malattia l’emozionalità sia sempre coinvolta, mentre altri hanno suddiviso le possibili cause nelle tre categorie di allergiche, infettive e psicologiche.
L’ansia, la tensione prodotta da una frustrazione, la rabbia, la depressione e l’aspettativa di un evento piacevole sono tutti fattori che possono disturbare il funzionamento dell’apparato respiratorio e quindi provocare un attacco d’asma. Anche quando l’asma sia stata originariamente causata da un’infezione o da un’allergia, lo stress psicologico può rappresentare il fattore scatenante degli attacchi. In generale le ricerche hanno riscontrato maggiori livelli di emozionalità nei pazienti asmatici; le loro reazioni facciali a fattori di stress creati in laboratorio sono più intense, e dalla valutazione clinica emergono come più ostili, disorientati e disadattati. Le loro autodescrizioni nei test di personalità rivelano elevati livelli di emozionalità (Lehrer, Isenberg e Hochron, 1993). Parte di questa emozionalità, tuttavia, è una reazione al fatto di avere una malattia cronica.
Fondamentale può essere il ruolo della famiglia. Nel corso di una ricerca vennero esaminate 150 donne asmatiche e in stato di gravidanza (Klinnert, Mrazeck e Mrazeck, 1994). Tre settimane dopo la nascita del bambino i genitori furono intervistati per determinare il loro atteggiamento nei confronti del neonato, il grado di sensibilità ai suoi bisogni, la strategia adottata per suddividersi i compiti e gli eventuali problemi emozionali. Venne valutato anche lo stress vissuto dalla madre nel corso dell’ultimo anno. I bambini furono poi seguiti costantemente per i tre anni successivi, e infine si esaminò la relazione tra la frequenza dell’asma e le caratteristiche dei genitori rilevate in precedenza. Si notò un alto tasso di asma tra quei bambini le cui madri avevano avuto elevati livelli di stress e le cui famiglie erano state classificate come “problematiche”. Tuttavia, non da tutte le ricerche emerge che la relazione genitore-figlio sia un fattore eziologico dell’asma. Non sempre è possibile determinare se le variabili familiari abbiano il valore di cause primarie o solo di cause perpetuanti. A causa della malattia, per esempio, i genitori potrebbero circondare i bambini di attenzioni particolari e trattarli in modo speciale.

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